La storia dei lacci, tra praticità e bellezza del passato

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Uno degli accessori più affascinanti che siano mai esistiti, i lacci o stringhe, conservano una storia forse misteriosa alle loro spalle. L’alone di fascino arriva sino alla loro origine. Alcune antichissime testimonianze sono arrivate sino ai giorni nostri direttamente dall’età del Bronzo. Una storia particolare narra del ritrovamento di Ötzi, la mummia del Similaun, che indossava un paio di calzature in cuoio chiuse da stringhe dello stesso materiale.

Stando alle testimonianze fortunatamente giunte sino a noi, si è potuto comprendere come le stringhe venissero usate anche per chiudere il busto, il farsetto, le casacche, i calzoni al ginocchio (alla zuava) e molti altri capi d’abbigliamento, al giorno d’oggi ormai desueti.

Una storia lontanissima nel tempo insomma, che si è trasformata sino ad arrivare ad essere tendenza ai giorni nostri. Le mode hanno infatti coinvolto anche i lacci, trasformandoli per quanto concerne tessuti, fantasie, mix di colori e metodi d’utilizzo.

La trasformazione del laccio, per quanto fosse un accessorio appartenente all’antichità ed al Medioevo, avvenne in particolare nel XX secolo, quando i lacci divennero tra gli elementi più utilizzati per poter chiudere le calzature, con un’ampia opportunità di misurazioni. Il compito che passò ai lacci, era stato in precedenza soprattutto delle fibbie e dei bottoni, ai giorni nostri quasi esclusivamente elementi decorativi nel settore dell’abbigliamento.

Trasformati e migliorati i lacci attualmente rappresentano un vero e proprio vezzo, esclusivo per chi intende differenziarsi dalla massa. Modelli giganti o sottilissimi, doppi laccia, pois, merletti, lustrini e altri elementi, fanno del laccio un accessorio moda da portare con nonchalance e una buona dose di autoironia.

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